Imprecazione contro i potenti Invettiva contro i governanti e i giudici disonesti. Il salmista ha subito una grave ingiustizia e non è stato creduto in tribunale. Nello stile imprecatorio tipico del tempo, esprime tutta la sua rabbia e invoca giustizia. Questa volta, però, non dai giudici umani ma da Dio difensore degli oppressi.
Nella nostra cultura religiosa abbiamo «esorcizzato» questi salmi imprecatori perché li riteniamo troppo duri e lontani dallo spirito del Vangelo. Ma la rabbia dei milioni di poveri e dei torturati negli innumerevoli lager del mondo deve poter farsi preghiera e speranza nella giustizia di Dio. Senza questa speranza e questa preghiera la storia diventa un assurdo e la fede un cicaleccio sui buoni sentimenti.
Salmo 57: Governanti, magistrati e banchieri e voi tutti uomini del potere cercate veramente la giustizia, difendete i diritti dei deboli?
Voi cercate interessi e carriere, fama, onore e privilegi;
la vostra scalata al potere
è segnata da violenze ed inganni.
L'astuzia e un cuore di pietra li stimate doti importanti;
doppi giochi e alleanze di comodo
l'arte del retto governo.
Siete come serpenti sibilanti, dei serpenti tra i più velenosi, sordi al grido dei poveri, insensibili al pianto dei miseri.
Spezzagli i denti, Signore, le mascelle inchiodagli a vita;
impedisci loro di nuocere, di distruggere la fiducia nel bene.
Sotterra queste fogne puzzolenti, dimentica anche il nome che portano;
i loro progetti abortiscano, non vengano mai realizzati.
Siate maledetti per sempre, o potenti, maledetti da Dio e dagli uomini, svergognati, puniti, umiliati, costretti a completa impotenza.
Solo a Dio affidiamo il giudizio, a Lui che è amore e perdono, ma per noi sarà certo una festa il giorno della vostra rovina.
In quel giorno si urlerà nelle piazze:
«Questa è proprio una bella notizia; la fiducia degli uomini onesti alla fine riceve il suo premio».
Sì, l'onesto uomo di pace può cantare i suoi canti gioiosi;
sì, è vero, Dio esiste, la giustizia alla fine trionfa!