mercoledì 4 febbraio 2026

NON CADIAMO MAI DALLA MANO DI DIO L’Osso di Luz – Arcano XIII – Resurrezione dell’Uomo

 


NON CADIAMO MAI DALLA MANO DI DIO

L’Osso di Luz – Arcano XIII – Resurrezione dell’Uomo

Enrico Pallocca – Psicochirologia spirituale

Prefazione

Introduzione – Non cadiamo mai dalla mano di Dio

L’Osso di Luz – Il nocciolo dell’immortalità

La Mano e il Destino

L’Arcano XIII – La morte come trasformazione

Conclusione – La nascita più grande


Biografia dell’Autore

Copyright

© Enrico Pallocca – Psicochirologia spirituale. È consentita la citazione citando l’autore. È vietata la riproduzione commerciale senza autorizzazione.

venerdì 30 gennaio 2026

LA PSICOCHIROLOGIA E IL CORPO UMANO Dott. Enrico Pallocca psicochirologo Leggimi la mano


LA PSICOCHIROLOGIA E IL CORPO UMANO Il corpo come territorio del sacro e mappa dell’anima Nel mio cammino di psicochirologo e nella mia esperienza spirituale maturata anche nella tradizione carmelitana, ho compreso che il corpo umano non è soltanto un insieme di organi e funzioni biologiche, ma un vero linguaggio simbolico vivente. La mano è la prima scrittura dell’anima sul corpo. In essa si depositano le memorie emotive, le ferite interiori, le vocazioni profonde e il cammino della persona. La Psicochirologia nasce da questa intuizione: il corpo è il luogo dove psiche e spirito si incontrano. Ogni parte del corpo porta un significato simbolico: il cuore come centro affettivo, il fegato come memoria ancestrale, la colonna vertebrale come asse del destino, il piede come radicamento, il pollice come volontà e intelligenza pratica. La malattia non è un castigo ma una richiesta di significato. Ogni sintomo è una domanda: dove mi sono separato da me stesso? La Psicochirologia accompagna la persona a riconoscere il proprio conflitto interiore e ristabilire armonia tra corpo, mente e destino. Nella tradizione ebraico-cristiana l’uomo è Albero della Vita. La mano riproduce questa struttura simbolica: il polso come radice, le dita come rami, le linee come flussi di energia, la pelle come memoria del tempo. La preghiera mobilita il corpo. La guarigione è sempre anche guarigione della memoria. La vera terapia non è eliminare il dolore ma integrarlo nella coscienza. La Psicochirologia restituisce dignità al corpo come luogo del sacro, come testo vivente da interpretare, come libro dell’anima. La mano è una soglia: tra visibile e invisibile, tra ferita e vocazione, tra passato e destino. Leggere la mano non significa predire il futuro, ma aiutare la persona a ricordare chi è.

mercoledì 17 dicembre 2025

Quando leggo la mano, attivo anche il Coaching Cognitivo 109 Appunti di chirologia pagina 11Psicochirologia Dott. Enrico Pallocca


 

Quando leggo la mano, attivo anche il Coaching Cognitivo                                                                             Una pratica di mediazione tra destino, coscienza e possibilità Nella mia pratica di lettura della mano, la Chirologia non è mai separata dal Coaching Cognitivo. Osservare una mano significa entrare in relazione con una persona nel punto esatto in cui si trova, ma anche accompagnarla verso ciò che può diventare. Il termine coach deriva originariamente da cochero, colui che guida una carrozza. Non decide la destinazione: la destinazione appartiene alla persona, mentre il coach conosce le strade, i ponti, i passaggi stretti, le salite e le discese. Quando leggo la mano, io non conduco la vita dell’altro: offro mappe, non ordini. La mano diventa così una mappa vivente: • mostra lo stato attuale, • custodisce le risorse, • suggerisce lo stato desiderato. Il Coaching Cognitivo, integrato alla Psicochirologia, non è terapia e non cura patologie. È un processo di mediazione non giudicante, che lavora sulle risorse interne invisibili: percezioni, processi cognitivi, credenze, valori, emozioni. Il comportamento esterno è sempre la conseguenza di ciò che avviene dentro. La metafora della mano come veicolo del cambiamento Durante la lettura, utilizzo una metafora fondamentale: portare la persona dal punto in cui è al punto in cui desidera essere. Questo avviene attraverso: • ascolto profondo, • parafrasi, • domande di mediazione, • uso consapevole della postura, dello sguardo, della voce, • creazione del rapport, cioè un clima di fiducia e sicurezza. Nella mano, ogni dito diventa una leva cognitiva, collegata a uno dei cinque stati della mente, che costituiscono la base dell’olonomia. L’olonomia: la persona come parte e come tutto Il concetto di olonomia, ispirato agli studi di Arthur Koestler, supera la separazione rigida tra parte e tutto. Ogni essere umano è contemporaneamente individuo autonomo e parte di un sistema più ampio. Nella lettura della mano, questo significa riconoscere che: • la storia personale, • la famiglia, • la cultura, • il corpo, • la psiche sono tutti livelli che convivono nella stessa mano. Il Coaching Cognitivo sostiene lo sviluppo dei cinque stati interiori della mente, che io attivo anche simbolicamente attraverso le dita. I cinque stati della mente letti nella mano 1. Pollice – COSCIENZA Invita alla metacognizione. Domande come: • Che cosa ti ha portato a decidere questo? • Perché è importante per te? • Come riconoscerai di aver raggiunto l’obiettivo? Il pollice è la sede della consapevolezza, del criterio interno, del senso del valore. 2. Indice – FLESSIBILITÀ Favorisce il cambio di prospettiva: • Se tu fossi l’altro, che cosa vedresti? • Che senso potrebbe avere questo per lui o per lei? • Qual è l’obiettivo più ampio? È la capacità di tollerare l’ambiguità e vedere alternative. 3. Medio – EFFICACIA Porta alla responsabilità e all’azione: • Che cosa puoi controllare? • Quali sono le tue opzioni reali? • Quale delle tue risorse è in gioco? Qui la mano parla di volontà incarnata. 4. Anulare – ABILITÀ E APPRENDIMENTO Fa emergere criteri e precisione: • Che criteri useresti? • Qual è la soluzione più produttiva? • Quali dati confermano ciò che pensi? È il dito della competenza e della forma. 5. Mignolo – INTERDIPENDENZA Apre alla collaborazione e al bene comune: • Quali obiettivi possono essere condivisi? • Che cosa accadrebbe se i bisogni reciproci fossero riconosciuti? Qui la mano ricorda che nessuno si salva da solo. Stato attuale – Stato desiderato: la mappa sulla mano Durante la lettura, disegno simbolicamente sulla mano una mappa del problema: • Stato attuale • Risorse • Stato desiderato La conversazione segue sempre questo ritmo: 1. Parafrasi iniziale: ti ascolto, ti capisco 2. Esplorazione dello stato presente 3. Chiarificazione della meta (essere – avere – sentire) 4. Attivazione delle risorse 5. Domande guidate dai cinque stati della mente La meta è la causa delle cause. Come ricorda San Tommaso, è la destinazione a orientare tutto il movimento. Il ruolo del mediatore nella lettura della mano Chi legge la mano in questa prospettiva: • non risolve i problemi al posto dell’altro, • non giudica, • non impone soluzioni, • crede nella crescita continua della persona. La lettura diventa così un atto di accompagnamento, dove la mano non predice, ma rivela possibilità. Come scrive Marilyn Ferguson: “Nessuno può aprire il cancello del cambiamento per un altro. Il cancello può essere aperto solo dall’interno.” La mano indica dov’è il cancello. La coscienza decide se aprirlo.

Coaching cognitivo e psicochirologia Dott. Enrico Pallocca Appunti di chirologia pagina 11

Quando leggo la mano, la Chirologia non è mai separata dal Coaching Cognitivo: la mano diventa una mappa vivente che mi aiuta a mediare tra stato attuale, risorse e stato desiderato. Io non decido la destinazione: la destinazione appartiene alla persona. Io offro strade, ponti e alternative, senza giudizio. Che cos’è il Coaching (nel senso originario) Il termine coach richiama l’idea del “cochero”, colui che guida la carrozza: oggi diremmo “autista”. Nel percorso di sviluppo personale, il coach accompagna la persona verso la meta che essa stessa sceglie, rendendo visibili le alternative e le possibili vie. Perché “Coaching Cognitivo” Il Coaching Cognitivo lavora sulle risorse interne e invisibili: percezioni, processi cognitivi, valori, credenze e sentimenti. Non è terapia e non si occupa di patologie: media il cambiamento aiutando la persona a diventare capace di auto-dirigersi, con alte prestazioni, in autonomia e in comunità. Missione: suscitare persone auto-dirette La missione del coaching cognitivo è far emergere persone capaci di guidarsi da sé, attraverso ascolto profondo, parafrasi, riformulazione e domande di mediazione. Nel rapporto (rapport) contano postura, gesti, tono della voce, linguaggio e respirazione: la relazione prepara il terreno al cambiamento. Olonomia e i cinque stati della mente Integro il concetto di “olonomia”: la persona è insieme parte e tutto. Nella mano leggo e attivo cinque stati interiori della mente: efficacia, flessibilità, abilità professionali, coscienza e interdipendenza. I cinque stati della mente letti nella mano • Pollice – COSCIENZA: metacognizione, criteri interni, consapevolezza della meta. • Indice – FLESSIBILITÀ: cambio di prospettiva, empatia, tolleranza dell’ambiguità. • Medio – EFFICACIA: opzioni, controllo, responsabilità e azione deliberata. • Anulare – ABILITÀ e APPRENDIMENTO: criteri, precisione, ricerca di dati e conferme. • Mignolo – INTERDIPENDENZA: collaborazione, obiettivi condivisi, intenzioni positive. La mappa per risolvere i problemi (sulla mano) Durante la lettura applico un modello semplice: Stato attuale → Stato desiderato, facendo emergere risorse e formulando domande guidate dai cinque stati della mente. Parafrasi all’inizio (“ti ascolto, ci tengo, ti capisco”), poi chiarifico la meta con tre verbi: ESSERE – AVERE – SENTIRE.

lunedì 1 dicembre 2025

107 Appunti di Chirolgia Pagina 10 Psicochirologia Dott. Enrico Pallocca Psicochirologo La lettura della mano come viaggio spirituale

                                                   


                           

La lettura della mano come viaggio spirituale

Quando leggo una mano, non compio un semplice gesto tecnico: entro in un viaggio interiore, una traversata dell’anima. Ogni linea è una soglia, ogni monte una tappa, ogni osso una porta segreta del mistero umano. La mano diventa per me una cetra, uno strumento attraverso cui l’anima risuona e si manifesta. Leggere la mano significa scendere nelle profondità della persona, attraversare la sua storia, le sue ferite, i suoi desideri più nascosti, e accompagnarla verso il centro sacro di sé.

Questo modo di guardare la mano nasce anche dal mio cammino carmelitano. Anche se oggi non faccio più parte dell’Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi, porto nel cuore la loro spiritualità: il silenzio, l’ascolto, l’interiorità, l’umiltà come “porta del castello”, secondo l’insegnamento di santa Teresa d’Avila. Come nel Castello Interiore, anche nella mano riconosco stanze, soglie, centri e passaggi. La lettura diventa così una forma di accompagnamento, una mistagogia, un guidare l’altro verso se stesso e verso Dio.

La mia psicochirologia non separa mai corpo e spirito: la colonna vertebrale, l’osso di Luz, la notocorda, le linee della mano parlano tutte dello stesso mistero, quello della vita che cerca senso. Per me leggere la mano è un atto di rispetto, di ascolto profondo e di servizio: un incontro tra due anime davanti al mistero dell’esistenza.  



106 Appunti di Chirologia Pagina 9 Psicochirologia Dott. Enrico Pallocca Psicochirologo

                                          


Appunti di Chirologia – Pagina 9
Linea della Vita e Linea Mentale

Linea della Vita / Linea Vitale

La “linea della Vita” è il termine tradizionale usato dalla chiromanzia. Il termine linea Vitale aderisce meglio alla realtà. Le linee che circondano l’eminenza thenar – il Monte di Venere – informano su come una persona utilizza la propria vitalità, tenendo conto del temperamento mentale.

Lunghezza della linea vitale

Per comprendere la differenza tra una linea vitale corta e una lunga, immaginiamo l’energia vitale come un liquido contenuto in una bottiglia: il diametro del collo determina la velocità di uscita del liquido e quindi la durata dell’operazione, inversamente proporzionale al diametro del collo. Allo stesso modo l’energia vitale corre lungo la linea Vitale: la durata della disponibilità e del rinnovamento dell’energia è proporzionale alla lunghezza della linea, mentre la forza dell’energia vitale è inversamente proporzionale alla sua lunghezza.

  • Linea vitale lunga: energia vitale utilizzabile a lungo termine, opposta all’energia “coup de poing”. Tracciato netto e continuo = buon equilibrio funzionale, fisiologico e psichico, grande capacità di resistenza.
  • Linea vitale corta: energia vitale utilizzabile a breve termine; energia “pugno” che sostituisce la durata con la forza.

Temperamenti e linea vitale

  • Bilioso: linea vitale spesso lunga, conferma la regolarità dell’azione intrapresa. Parola d’ordine: “lentamente ma inesorabilmente”.
  • Sanguigno: linea vitale spesso breve; non ama la moderazione né la routine, vuole risolvere in fretta i problemi, una volta per tutte.
  • Nervoso: linea vitale spesso lunga. Incapace di forzare la mancanza di vitalità, la compensa con la tenacia. Predittivo per natura, riesce a far durare la propria atonicità. Se la linea è corta, conferma fatica e bisogno di “ricaricare le batterie”.
  • Linfatico: linea vitale lunga e profonda, in accordo con la regolarità delle sue attività.

Forme e tracciato della linea vitale

  • Catena di isole: dispersione momentanea di energia, possibile disfunzione organica.
  • Solco parallelo sul lato concavo: linea vitale di soccorso, riserva supplementare di energia.
  • Rottura della linea: energia a corrente alternata, con alti e bassi. Non indica un incidente improvviso né una morte.
  • Ramoscelli che si uniscono alla linea: l’individuo, non disponendo di riserve interne sufficienti, trae la vitalità dal contesto man mano che l’azione si evolve.
  • Rami che partono dalla linea: perdita di energia o richiamo alla fuga, all’apertura al mondo, all’azione o al pensiero, secondo la curvatura della linea. Se il resto della mano indica un carattere familiare, la persona oscilla tra il bisogno di casa e il desiderio di fuga.

La Linea Mentale

La linea mentale attraversa il palmo da un lato all’altro, separando simbolicamente il Nord (pensiero) dal Sud (emozioni e istinto). È tradizionalmente chiamata “linea della Testa”. Indica le facoltà mentali della persona, non il quoziente intellettivo.

  • Linea mentale lunga: mente riflessiva, incline all’analisi, che si affida al ragionamento coerente.
  • Linea mentale corta: mente arguta, fiduciosa nell’intuito (soprattutto se il pollice lo conferma), propensa alla sintesi e alla visione d’insieme.

Forme e segni sulla linea mentale

  • Linea netta e continua: in genere lunga; conferma lo spirito di continuità nelle idee e completa la capacità di sintesi del temperamento.
  • Rami aggrovigliati (tipici della mano nervosa): percorso frammentato, problemi di concentrazione ma grande curiosità e agilità mentale.
  • Punti, duplicazioni, isole successive: flusso irregolare di energia mentale, variabilità della tensione fisica, rischio di affaticamento cerebrale, difficoltà di memoria e concentrazione.
  • Linea curva o ondulata: la linea retta è il rigore della quercia; la curvatura indica la tendenza ad “arrotondare gli angoli”, come la canna che si piega senza spezzarsi, con un certo rifiuto del confronto.
  • Linea incurvata verso il basso, verso il Monte della Luna: sottolinea creatività e soggettività. Nel temperamento nervoso o sanguigno intensifica la soggettività intellettuale o emotiva con una forte carica immaginativa.

Psicochirologia e relazione d’aiuto

Nel colloquio psicochirologico è essenziale stabilire un’empatia che porti la persona a parlare di sé. Una domanda guida è: “È vero che questo è bene per me?” riferita alle azioni e ai pensieri. Se non ci poniamo questa domanda rischiamo l’autodistruzione. Essa corrisponde a strutture neurobiologiche precise tra talamo e corteccia frontale: la disabitudine a formularla provoca anche una involuzione neurologica.

«Divina eloquia cum legente crescunt» – le parole di Dio crescono con chi le legge (Gregorio Magno).

Non predico il futuro, ma oriento la persona seguendo la via che mi insegna Cristo Gesù, Figlio di Dio: Cristochirologia, la Bibbia nelle tue mani.

I sette doni dello Spirito

Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà, Timore di Dio. Non esiste un destino immutabile: fede e preghiera possono cambiare il nostro destino. Il “destino” è il male che portiamo nella mano sinistra.

Digit ratio e temperamento

Il rapporto tra la lunghezza del dito indice (2D) e dell’anulare (4D), il cosiddetto digit ratio, riflette l’esposizione prenatale agli androgeni ed è collegato a tratti di personalità e a vulnerabilità fisiche. Un indice più corto dell’anulare indica un rapporto 2D:4D basso e una forte esposizione al testosterone fetale.

Elementi per classificare una mano

  • dimensioni generali di mano e dita rispetto al palmo;
  • colore, temperatura, rilassatezza, grana e plasticità;
  • angoli e orientamento delle dita;
  • forma del pollice e delle falangi;
  • forma, colore e dimensione delle unghie;
  • disegni papillari delle estremità (impronte digitali);
  • linee, configurazione, profondità, colore e combinazioni fra loro.

Diatesi

Secondo Pende, la diatesi è la disposizione ereditaria o costituzionale a presentare gruppi di manifestazioni morbose che hanno un medesimo terreno e una stessa dinamica fisiopatologica. È una potenzialità morbosa originaria dell’intera costituzione, che il soggetto porta con sé dalla nascita: può restare latente o attuarsi in stati morbosi ricorrenti e cronici, solo parzialmente curabili. 














sabato 29 novembre 2025

105 Appunti di Chirologia Pagina 8 Psicochirologia Dott. Enrico Pallocca Psicochirologo

                                             


                              

Appunti di chirologia – Pagina 8
Il quadrangolo e la forza epigenetica

Il quadrangolo

Il quadrangolo è formato dall’incontro di Linea della Testa, Linea del Cuore, Linea del Destino e Linea di Mercurio.

  • Se si presenta ampio e ben squadrato, siamo di fronte a una persona leale e di elevati principi.
  • Se lo spazio tra Testa e Cuore è ampio, tendenzialmente si tratta di una persona su cui si può fare affidamento.
  • Se lo spazio tra Testa e Cuore è stretto, l’individuo tende ad essere malvagio, avido e falso.
  • Se lo spazio prossimo alla Linea della Testa è più stretto dello spazio sotto il Monte di Apollo, il soggetto è tendenzialmente avido e di vedute ristrette.
  • Se le Linee del Destino e di Mercurio risultano poco nitide, la persona tende ad essere riservata e avida.

Forza epigenetica, Dio, anima e amore

Nei primi trenta giorni il bambino concepito non mantiene alcun tipo di rapporto con la madre, essendo la forza epigenetica che lo sostiene interamente: una forza potente, sapientissima e amorevole, che tutto crea, lo rispetta e attende la risposta viva della creatura. La forza epigenetica dà origine, fin dal momento della concezione, alle prime cellule somatiche e germinali.

Nelle cellule somatiche si trova il DNA del padre e della madre, da cui derivano i simili; invece nelle cellule germinali la forza epigenetica fa sì che, dopo pochi giorni, non rimanga più nulla né del padre né della madre, ma solo tre forze: a) Totipotenti (Dio), b) Immortali (anima), c) Sessuali (amore). Dio, anima e sesso in amore sono le forze primarie e costitutive della persona, che non dipendono da nessun DNA di qualcun altro.

Queste forze passano attraverso le cellule nervose incoscienti. Quando sono integre formano nervi, corpo e mente sani, mentre la loro alterazione genera nervi, corpo e mente malati. Tutte le energie personali emanano e vengono continuamente sostenute da questa forza epigenetica, che si impossessa dell'uomo ma va oltre l'uomo. È l'energia saggia e onnipotente di Dio, che Dio concede personalmente a ogni persona.

Durante i primi 30 giorni di vita intrauterina, il bambino vive, si sviluppa, abbozza tutti i suoi organi e inizia a crescere in modo sorprendentemente “indipendente” dalla madre. Anche nei primi sei giorni inizia a svilupparsi pur essendo libero, completamente separato dalla madre. Il sesto giorno avviene l'impianto sulla parete dell'utero, ma per un mese, quando ancora non ha instaurato un legame di sangue con la madre, si nutrirà principalmente di ciò che lui stesso produce (sacco vitellino) ed è sostenuto solo dalla forza epigenetica.

La prima circolazione sanguigna del bambino si crea attorno al sacco vitellino, poi diventa intraembrionale, ma continua a non avere alcun rapporto diretto con la madre. Il rapporto con la madre inizia ad instaurarsi a partire dal trentesimo giorno, quando il bambino è già formato: si rinforza il cordone ombelicale e si aprono i canali di scambio con i villi della placenta. Questo tipo di circolazione, chiamata circolazione placentare, è il primo stretto rapporto tra il bambino e la madre, che si fa preponderante dal secondo mese; nel terzo mese la relazione è già completamente instaurata.
(Sintesi da: Padre Angelo Benolli O.M.V., “La vita non si inganna”, Italia Solidale)

I monti della mano e lo sviluppo evolutivo

  • Monte della Luna: primo stadio dello sviluppo evolutivo. Simboleggia il progetto originario della creazione (“In principio era il Verbo”), l’inconscio collettivo e la ricettività creativa.
  • Monte di Venere: manifestazione fisica del “concetto” lunare (“E il Verbo si fece carne”), condizioni del corpo, salute fisica e sessuale, senso della bellezza.
  • Marte negativo – Giunone: scintilla di energia primordiale; se non imbrigliata e incanalata può portare a esaurimento, ira e aggressività.
  • Giove: il Maestro. Risveglio della mente cosciente, senso della finalità, ambizione, fiducia, attitudine al comando, giustizia.
  • Saturno: necessità di ricerca interiore, alchimista che sintetizza le esperienze, sapienza e discernimento.
  • Sole: desiderio di condividere ciò che si è appreso; rappresenta l’anima, il successo, il carisma, l’integrità morale.
  • Mercurio: coscienza illuminata, interessi nel mondo, capacità di separarsi dai frutti delle azioni, intuizione, spontaneità, comunicazione.
  • Marte positivo: energia mentale; resistenza, pazienza, serenità.

Rahu e Ketu

Rahu e Ketu sono inestricabilmente connessi. Ketu rappresenta il tipo di circostanze che avete attratto in passato e la vostra attitudine verso di esse; Rahu si riferisce all’ambiente che vi circonda oggi. Il nostro presente è il risultato di tutti i nostri “ieri”, e il futuro dipende dal nostro modo attuale di vivere.

Ketu è il vostro libro di contabilità karmica, il bilancio dei vostri pensieri, attitudini e comportamenti passati. Rahu rappresenta l’ascensione della Luna nella sua orbita intorno alla Terra: i due nodi hanno un ciclo di 18 anni e sono sempre a 180 gradi uno dall’altro. Sono le ombre del Sole e della Luna durante le eclissi: Rahu (Nodo Nord) è l’ombra della Luna, Ketu (Nodo Sud) è l’ombra del Sole.

La mano come mappa della mente

Nella mano si riscontrano i tre livelli di coscienza:

  • Monti (Luna, Venere, Marte, Giove, Saturno, Sole, Mercurio, Rahu, Ketu): settori del superconscio.
  • Linee principali (Cuore, Testa, Vita): livello subconscio della consapevolezza.
  • Linee minori (Destino, Sole, Mercurio, ecc.): capacità consapevole di portare alla luce le energie subconscie e superconscie.

Le alture e gli avvallamenti dei monti costituiscono il “terreno” del vostro superconscio; le linee maggiori e minori sono come strade e sentieri lungo i quali corre l’energia del pensiero. La chirologia è un mezzo di autoconsapevolezza: le linee e i segni non sono geneticamente prestabiliti, ma seguono la storia della persona, i suoi possibili eventi positivi e le tendenze che possono creare difficoltà.

I tre guna

Guna significa “ciò che lega”: sono le tre qualità naturali della coscienza.

  • Sattva – Monti / superconscio / piacere / purezza / luminosità; tutto ciò che illumina (carica positiva).
  • Rajas – Linee maggiori / subconscio / energia dinamica del pensiero; perno neutro che mette in moto la manifestazione.
  • Tamas – Linee minori / conscio-corpo / inerzia / oscurità; forza con carica negativa che dà forma e permette all’anima di entrare nel corpo fisico.

Queste tre forze sono incessantemente all’opera e vengono percepite come dolore e piacere, amore e odio, bene e male. Rajas mette in moto, Sattva illumina ciò che è manifesto, Tamas tende a ostacolare il dinamismo della manifestazione ma ne rende possibile la forma concreta.