TAVOLA XXXVIII
IL QUADRILATERO A COLLO DI BOTTIGLIA
Quando ciò che si prova cerca una via d’uscita
Il Quadrilatero a Collo di Bottiglia rappresenta, nella lettura psicochirologica, una particolare configurazione nella quale può emergere una tensione tra ciò che la persona pensa e ciò che sente.
L’esperienza interiore può essere più ampia della possibilità di esprimerla. Il sentimento c’è, il pensiero c’è, ma tra i due può comparire una strettoia.
1. IL SIGNIFICATO DEL COLLO DI BOTTIGLIA
L’immagine della bottiglia è particolarmente significativa. Una bottiglia può contenere una grande quantità di liquido, ma se il suo collo è stretto, il contenuto non può uscire liberamente.
Allo stesso modo, simbolicamente, il Quadrilatero a Collo di Bottiglia può rappresentare una situazione nella quale l’esperienza interiore è più ampia della sua possibilità di espressione.
- sentire molto;
- pensare molto;
- elaborare profondamente;
- trattenere ciò che si prova;
- avere difficoltà a trasformare immediatamente l’emozione in parola o comportamento.
2. CUORE E TESTA ALLA STRETTOIA
Nel nostro modello, il Quadrilatero nasce dal rapporto simbolico tra la Linea del Cuore e la Linea della Testa.
La Linea del Cuore rappresenta il versante dell’affettività e dell’esperienza emotiva; la Linea della Testa quello del pensiero, dell’interpretazione e della comprensione della realtà.
Nel Collo di Bottiglia il dialogo tra queste due dimensioni può diventare più difficoltoso.
oppure
PENSIERO → STRETTOIA → SENTIMENTO
3. IL BLOCCO EMOTIVO
Il blocco emotivo è uno dei temi centrali di questa configurazione. Ma il blocco non deve essere interpretato necessariamente come qualcosa di negativo.
Può essere anche una strategia di protezione. La persona può avere imparato, nel corso della propria esperienza, che manifestare immediatamente ciò che sente non è sempre sicuro, possibile o conveniente.
SENTO → CONTROLLO → PENSO → TRATTENGO → RIMANDO
Il problema può emergere quando ciò che inizialmente era una protezione temporanea diventa una modalità stabile di funzionamento.
4. LA DIFESA PSICOLOGICA
Il Collo di Bottiglia non è soltanto un blocco: può essere letto simbolicamente come una difesa che, in un determinato momento della vita, ha avuto una ragione.
Nella lettura psicochirologica possiamo allora porci quattro domande:
1. Che cosa è successo?
2. Che cosa ho imparato a fare per proteggermi?
3. Che cosa provo oggi?
4. Che cosa posso imparare da quella esperienza?
La difesa può dire:
«Non posso lasciar passare tutto.»
La consapevolezza può rispondere:
«Posso imparare a scegliere ciò che lascio passare.»
5. IL TRAUMA: NON UNA DIAGNOSI DELLA MANO
È importante mantenere una distinzione fondamentale: il Quadrilatero a Collo di Bottiglia non permette di diagnosticare un trauma.
Può invece diventare, nella nostra metodologia simbolica, uno spunto per esplorare esperienze nelle quali la persona abbia imparato a trattenere, controllare o proteggere il proprio mondo emotivo.
La mano diventa così un linguaggio simbolico attraverso il quale formulare domande, non uno strumento per formulare diagnosi.
6. QUANDO LA BOTTIGLIA DIVENTA TROPPO STRETTA
Possiamo immaginare tre differenti livelli simbolici:
STRETTOIA FUNZIONALE
La persona sente intensamente, ma sa attendere il momento opportuno per esprimersi.
STRETTOIA PROTETTIVA
La persona trattiene perché ha bisogno di sentirsi al sicuro.
STRETTOIA RIGIDA
Il trattenimento diventa così forte che pensiero ed emozione fanno fatica a comunicare.
7. IL PROCESSO DI GUARIGIONE
La guarigione, nella prospettiva simbolica della nostra Psicochirologia, non consiste nel rompere la bottiglia.
Consiste piuttosto nel rendere progressivamente più ampio il passaggio.
La persona non deve più scegliere necessariamente tra sentire e pensare.
Può imparare a sentire e comprendere contemporaneamente.
8. LA TRASFORMAZIONE DELLA STRETTOIA
Una difesa che prima diceva: «Non sentire», può trasformarsi in: «Senti, ma non lasciarti travolgere.»
Una difesa che diceva: «Non parlare», può diventare: «Trova le parole giuste.»
Una difesa che diceva: «Controlla tutto», può diventare: «Impara ciò che puoi controllare e lascia andare ciò che non puoi.»
9. LA PISTA DI ATTERRAGGIO DEGLI ANGELI
Nel Collo di Bottiglia la pista è momentaneamente ristretta.
L’angelo non può ancora atterrare completamente, ma non significa che sia scomparso.
Occorre creare spazio:
SENTIRE • PENSARE • PARLARE • RICORDARE • PERDONARE • SCEGLIERE
«La Pista di Atterraggio degli Angeli si riapre quando dentro di noi torna ad esserci spazio.»
10. LA MANO RACCONTA IL CAMBIAMENTO
Il Quadrilatero non deve essere considerato un destino immutabile. Le esperienze significative possono modificare nel tempo il rapporto simbolico tra pensiero ed emozione.
La mano può essere quindi considerata, nella nostra prospettiva, un libro vivo dell’evoluzione della coscienza.
LA DOMANDA PSICOCHIROLOGICA
«Che cosa sto trattenendo perché un tempo avevo bisogno di proteggermi?»
«Oggi ho ancora bisogno di trattenerlo nello stesso modo?»
LA CHIAVE DELLA TAVOLA XXXVIII
Il Collo di Bottiglia non racconta soltanto ciò che non passa.
Racconta ciò che sta cercando una nuova via per passare.
Il blocco può diventare consapevolezza.
La difesa può diventare scelta.
Il silenzio può diventare parola.
La strettoia può trasformarsi in uno spazio più ampio.
«Quando Cuore e Mente tornano a respirare insieme, la pista si riapre.»





















