martedì 17 febbraio 2026

Dario Vespa Qigong Enrico Pallocca Psicochirologia


 

Tratto da "Attraversando il Bardo" di Franco Battiato, passo di Lama khangser Rimpoche. (Secondo il Buddhismo tibetano, il Bardo è il periodo tra la morte e la rinascita, di durata massima di 49 giorni. Nel Bardo, menti evolute potrebbero raggiungere l'illuminazione e sfuggire alla catena delle rinascite). "Con il morire vi è il dissolversi graduale della mente grossolana. In questo modo ha inizio il processo della morte, che è simile al momento in cui cadiamo nel sonno. Al termine di questo processo sorgerà la mente della Chiara Luce, che è una mente estremamente sottile che può riconoscere e comprendere la Vacuità, la natura ultima di tutti i fenomeni. Quando ciò avviene, il morente che in vita ha familiarizzato con la Vacuità raggiunge le più alte realizzazioni. Sarcasticamente, possiamo dire che il momento della morte è un’opportunità per ottenere direttamente la Vacuità. Colui che coglie questa opportunità avrà una mente di gioia; colui che ha timore dalla morte cadrà in depressione. I meditanti, sin dai tempi remoti, sin dalle epoche leggendarie, vedono il momento della morte come un’opportunità, un momento favorevole. Per il praticante che ha meditato sulla Chiara Luce e sulla Vacuità, che si è addestrato, al momento del processo della morte, quando sorgerà la mente di Chiara Luce, sarà in grado di riconoscere la Vacuità, e questo è quello che chiamiamo "l’unione della madre con il figlio". In questo stato meditativo il praticante può restare diversi giorni, anche se è dichiarato clinicamente morto". Dario Vespa Qigong     Enrico Pallocca Psicocchirologo

sabato 7 febbraio 2026

Lettura della mano e Tarocchi Enrico Pallocca psicochirologo

 


Quando leggo una mano, non mi limito a osservare le linee: ascolto una storia. Nella mia esperienza di psicochirologo, la mano è il primo libro della persona, il luogo in cui sono scritti il temperamento, le ferite, le possibilità e le direzioni interiori. Dopo la lettura della mano, utilizzo spesso anche i Tarocchi, ma non come semplice divinazione. Mi ispiro alla psicologia analitica di Carl Gustav Jung, che vedeva nei Tarocchi immagini archetipiche dell’inconscio collettivo, simboli vivi che aiutano a comprendere il momento presente e il cammino dell’anima. Le carte diventano uno specchio: rivelano le energie interiori, l’Ombra, le potenzialità e il processo di individuazione, cioè il viaggio verso il Sé.                                  Per me la lettura della mano e dei Tarocchi è un unico percorso. La mano mostra la struttura profonda della persona, mentre gli Arcani aiutano a illuminare ciò che sta emergendo nella coscienza, in quel momento preciso della vita. È un dialogo tra segno e simbolo, tra corpo e psiche, tra destino e libertà interiore.

mercoledì 4 febbraio 2026

NON CADIAMO MAI DALLA MANO DI DIO L’Osso di Luz – Arcano XIII – Resurrezione dell’Uomo

 


NON CADIAMO MAI DALLA MANO DI DIO

L’Osso di Luz – Arcano XIII – Resurrezione dell’Uomo

Enrico Pallocca – Psicochirologia spirituale

Prefazione

Introduzione – Non cadiamo mai dalla mano di Dio

L’Osso di Luz – Il nocciolo dell’immortalità

La Mano e il Destino

L’Arcano XIII – La morte come trasformazione

Conclusione – La nascita più grande


Biografia dell’Autore

Copyright

© Enrico Pallocca – Psicochirologia spirituale. È consentita la citazione citando l’autore. È vietata la riproduzione commerciale senza autorizzazione.

venerdì 30 gennaio 2026

LA PSICOCHIROLOGIA E IL CORPO UMANO Dott. Enrico Pallocca psicochirologo Leggimi la mano


LA PSICOCHIROLOGIA E IL CORPO UMANO Il corpo come territorio del sacro e mappa dell’anima Nel mio cammino di psicochirologo e nella mia esperienza spirituale maturata anche nella tradizione carmelitana, ho compreso che il corpo umano non è soltanto un insieme di organi e funzioni biologiche, ma un vero linguaggio simbolico vivente. La mano è la prima scrittura dell’anima sul corpo. In essa si depositano le memorie emotive, le ferite interiori, le vocazioni profonde e il cammino della persona. La Psicochirologia nasce da questa intuizione: il corpo è il luogo dove psiche e spirito si incontrano. Ogni parte del corpo porta un significato simbolico: il cuore come centro affettivo, il fegato come memoria ancestrale, la colonna vertebrale come asse del destino, il piede come radicamento, il pollice come volontà e intelligenza pratica. La malattia non è un castigo ma una richiesta di significato. Ogni sintomo è una domanda: dove mi sono separato da me stesso? La Psicochirologia accompagna la persona a riconoscere il proprio conflitto interiore e ristabilire armonia tra corpo, mente e destino. Nella tradizione ebraico-cristiana l’uomo è Albero della Vita. La mano riproduce questa struttura simbolica: il polso come radice, le dita come rami, le linee come flussi di energia, la pelle come memoria del tempo. La preghiera mobilita il corpo. La guarigione è sempre anche guarigione della memoria. La vera terapia non è eliminare il dolore ma integrarlo nella coscienza. La Psicochirologia restituisce dignità al corpo come luogo del sacro, come testo vivente da interpretare, come libro dell’anima. La mano è una soglia: tra visibile e invisibile, tra ferita e vocazione, tra passato e destino. Leggere la mano non significa predire il futuro, ma aiutare la persona a ricordare chi è.