lunedì 23 febbraio 2026

Salmo 57 Imprecazione contro i potenti Psicochirologia Dott. Enrico Pallocca


 

                                        Imprecazione contro i potenti                                                                                     Invettiva contro i governanti e i giudici disonesti. Il salmista ha subito una grave ingiustizia e non è stato creduto in tribunale. Nello stile imprecatorio tipico del tempo, esprime tutta la sua rabbia e invoca giustizia. Questa volta, però, non dai giudici umani ma da Dio difensore degli oppressi. Nella nostra cultura religiosa abbiamo «esorcizzato» questi salmi imprecatori perché li riteniamo troppo duri e lontani dallo spirito del Vangelo. Ma la rabbia dei milioni di poveri e dei torturati negli innumerevoli lager del mondo deve poter farsi preghiera e speranza nella giustizia di Dio. Senza questa speranza e questa preghiera la storia diventa un assurdo e la fede un cicaleccio sui buoni sentimenti.                                                                     Salmo 57: Governanti, magistrati e banchieri e voi tutti uomini del potere cercate veramente la giustizia, difendete i diritti dei deboli? Voi cercate interessi e carriere, fama, onore e privilegi; la vostra scalata al potere è segnata da violenze ed inganni. L'astuzia e un cuore di pietra li stimate doti importanti; doppi giochi e alleanze di comodo l'arte del retto governo. Siete come serpenti sibilanti, dei serpenti tra i più velenosi, sordi al grido dei poveri, insensibili al pianto dei miseri. Spezzagli i denti, Signore, le mascelle inchiodagli a vita; impedisci loro di nuocere, di distruggere la fiducia nel bene. Sotterra queste fogne puzzolenti, dimentica anche il nome che portano; i loro progetti abortiscano, non vengano mai realizzati. Siate maledetti per sempre, o potenti, maledetti da Dio e dagli uomini, svergognati, puniti, umiliati, costretti a completa impotenza. Solo a Dio affidiamo il giudizio, a Lui che è amore e perdono, ma per noi sarà certo una festa il giorno della vostra rovina. In quel giorno si urlerà nelle piazze: «Questa è proprio una bella notizia; la fiducia degli uomini onesti alla fine riceve il suo premio». Sì, l'onesto uomo di pace può cantare i suoi canti gioiosi; sì, è vero, Dio esiste, la giustizia alla fine trionfa!

martedì 17 febbraio 2026

Dario Vespa Qigong Enrico Pallocca Psicochirologia


 

Tratto da "Attraversando il Bardo" di Franco Battiato, passo di Lama khangser Rimpoche. (Secondo il Buddhismo tibetano, il Bardo è il periodo tra la morte e la rinascita, di durata massima di 49 giorni. Nel Bardo, menti evolute potrebbero raggiungere l'illuminazione e sfuggire alla catena delle rinascite). "Con il morire vi è il dissolversi graduale della mente grossolana. In questo modo ha inizio il processo della morte, che è simile al momento in cui cadiamo nel sonno. Al termine di questo processo sorgerà la mente della Chiara Luce, che è una mente estremamente sottile che può riconoscere e comprendere la Vacuità, la natura ultima di tutti i fenomeni. Quando ciò avviene, il morente che in vita ha familiarizzato con la Vacuità raggiunge le più alte realizzazioni. Sarcasticamente, possiamo dire che il momento della morte è un’opportunità per ottenere direttamente la Vacuità. Colui che coglie questa opportunità avrà una mente di gioia; colui che ha timore dalla morte cadrà in depressione. I meditanti, sin dai tempi remoti, sin dalle epoche leggendarie, vedono il momento della morte come un’opportunità, un momento favorevole. Per il praticante che ha meditato sulla Chiara Luce e sulla Vacuità, che si è addestrato, al momento del processo della morte, quando sorgerà la mente di Chiara Luce, sarà in grado di riconoscere la Vacuità, e questo è quello che chiamiamo "l’unione della madre con il figlio". In questo stato meditativo il praticante può restare diversi giorni, anche se è dichiarato clinicamente morto". Dario Vespa Qigong     Enrico Pallocca Psicocchirologo

sabato 7 febbraio 2026

Lettura della mano e Tarocchi Enrico Pallocca psicochirologo

 


Quando leggo una mano, non mi limito a osservare le linee: ascolto una storia. Nella mia esperienza di psicochirologo, la mano è il primo libro della persona, il luogo in cui sono scritti il temperamento, le ferite, le possibilità e le direzioni interiori. Dopo la lettura della mano, utilizzo spesso anche i Tarocchi, ma non come semplice divinazione. Mi ispiro alla psicologia analitica di Carl Gustav Jung, che vedeva nei Tarocchi immagini archetipiche dell’inconscio collettivo, simboli vivi che aiutano a comprendere il momento presente e il cammino dell’anima. Le carte diventano uno specchio: rivelano le energie interiori, l’Ombra, le potenzialità e il processo di individuazione, cioè il viaggio verso il Sé.                                  Per me la lettura della mano e dei Tarocchi è un unico percorso. La mano mostra la struttura profonda della persona, mentre gli Arcani aiutano a illuminare ciò che sta emergendo nella coscienza, in quel momento preciso della vita. È un dialogo tra segno e simbolo, tra corpo e psiche, tra destino e libertà interiore.

mercoledì 4 febbraio 2026

NON CADIAMO MAI DALLA MANO DI DIO L’Osso di Luz – Arcano XIII – Resurrezione dell’Uomo

 


NON CADIAMO MAI DALLA MANO DI DIO

L’Osso di Luz – Arcano XIII – Resurrezione dell’Uomo

Enrico Pallocca – Psicochirologia spirituale

Prefazione

Introduzione – Non cadiamo mai dalla mano di Dio

L’Osso di Luz – Il nocciolo dell’immortalità

La Mano e il Destino

L’Arcano XIII – La morte come trasformazione

Conclusione – La nascita più grande


Biografia dell’Autore

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