"Ascotare il Dolore,Ritrovare la Vita"
Psicochirologia e Prevenzione del Suicidio
La mano come luogo di ascolto, comprensione e speranza
Da molti anni partecipo al Convegno Internazionale di Suicidologia e Salute Pubblica che si svolge presso l'Università La Sapienza di Roma. Per me non rappresenta soltanto un appuntamento formativo, ma un'importante occasione di riflessione sul valore della vita umana e sulla necessità di riconoscere la sofferenza prima che diventi disperazione.
Nel mio lavoro di Psicochirologo incontro persone provenienti dalle esperienze più diverse. Molti arrivano chiedendo una lettura della mano, ma dietro quella richiesta spesso si nasconde qualcosa di più profondo: una ferita affettiva, una perdita, una crisi familiare, una solitudine silenziosa o un dolore che non riesce più a trovare parole.
La Psicochirologia non è una pratica medica né psicoterapeutica. È un percorso di osservazione e ascolto che utilizza la mano come strumento simbolico per comprendere la storia della persona, le sue tensioni interiori, i suoi conflitti e le sue potenzialità ancora inesplorate.
Gli studi più autorevoli sulla suicidologia contemporanea insegnano che chi pensa al suicidio, nella maggior parte dei casi, non desidera realmente morire. Desidera piuttosto allontanarsi da un dolore psicologico vissuto come insopportabile. Il grande suicidologo Edwin Shneidman definì questa sofferenza con il termine Psychache, il dolore dell'anima.
Questa prospettiva trova una profonda risonanza nella mia esperienza quotidiana. Quando osservo una mano, non cerco segni di morte o presagi. Cerco di comprendere dove la persona sta soffrendo, quali bisogni sono rimasti inascoltati e quali risorse possono essere ancora mobilitate per ritrovare equilibrio e speranza.
La prevenzione del suicidio nasce anzitutto dall'ascolto. Molte persone che attraversano momenti di crisi hanno bisogno di sentirsi comprese, accolte e riconosciute nel loro dolore. Talvolta una parola, una presenza autentica o uno spazio di dialogo possono rappresentare il primo passo verso una nuova possibilità di vita.
Nel corso degli anni ho imparato che la mano racconta molto più di una personalità: racconta il viaggio di un essere umano. Ogni linea, ogni forma e ogni segno diventano l'occasione per aprire un dialogo sulla storia personale, sulle ferite del passato e sulle speranze future.
"La mano non mi dice chi morirà. La mano mi aiuta a comprendere chi desidera ancora vivere, ma ha bisogno di ritrovare una ragione per farlo."
— Enrico Pallocca
Come Psicochirologo continuo a partecipare agli incontri dedicati alla suicidologia perché ritengo che ogni professionista che lavora a contatto con le persone debba sviluppare sensibilità verso il dolore umano. La cultura della prevenzione non appartiene soltanto ai medici o agli psicologi: appartiene a tutta la comunità.
Ogni mano che incontro è una storia. Ogni storia merita di essere ascoltata. E ogni ascolto autentico può diventare un piccolo seme di speranza.
Dott. Enrico Pallocca
Psicochirologo • Ricercatore indipendente della mano umana • Ponte Sisto, Roma
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