IL SISTEMA DEGLI AFFETTI
Otto F. Kernberg e la Psicochirologia
Dalle relazioni oggettuali alla lettura della storia affettiva
MANO · AFFETTO · RELAZIONE · MEMORIA · RACCONTO · CONSAPEVOLEZZA
Quando l'affetto diventa il filo della storia
Per comprendere una persona non basta osservare ciò che fa. Occorre cercare di comprendere che cosa vive, che cosa sente e come le sue esperienze relazionali hanno costruito nel tempo il suo modo di percepire se stessa e gli altri.
È proprio questo uno dei punti che rendono particolarmente interessante il lavoro di Otto F. Kernberg per una riflessione sulla Psicochirologia.
Nel materiale studiato, il sistema degli affetti viene presentato come un elemento motivazionale fondamentale della vita psichica: l'esperienza emotiva mette in relazione la rappresentazione del Sé con quella dell'Altro.
La relazione diventa esperienza interiore.
Da questa prospettiva nasce una domanda che interessa profondamente anche il mio lavoro:
OTTO F. KERNBERG
Il pensiero di Kernberg appartiene alla tradizione psicoanalitica delle relazioni oggettuali e mette al centro il modo nel quale le esperienze affettive e relazionali vengono organizzate nella vita psichica.
Nel documento studiato viene sottolineata una revisione importante: i sistemi motivazionali primari vengono considerati in relazione ai sistemi affettivi, mentre libido e aggressività vengono comprese come organizzazioni successive degli affetti.
La rappresentazione della propria persona.
La rappresentazione della persona significativa.
Ciò che unisce le due rappresentazioni.
IL SISTEMA DEGLI AFFETTI
Nel materiale raccolto vengono descritti sistemi affettivi positivi e negativi che partecipano alla costruzione della motivazione e delle relazioni.
SISTEMI AFFETTIVI POSITIVI
- SEEKING – ricerca ed esplorazione
- CARE – cura e attaccamento
- PLAY – gioco e interazione
- LUST – sessualità ed erotismo
Sono associati all'esplorazione, all'avvicinamento, alla cura, all'attaccamento e alle esperienze gratificanti.
SISTEMI AFFETTIVI NEGATIVI
- FEAR – paura
- RAGE – rabbia
- PANIC / GRIEF – panico e sofferenza da separazione
Sono associati alla minaccia, alla separazione, alla fuga, alla difesa e alla risposta aggressiva.
LA RELAZIONE OGGETTUALE
Uno dei concetti centrali è quello delle diadi relazionali: rappresentazioni del Sé, rappresentazioni dell'altro e l'affetto che le collega.
Queste esperienze possono inizialmente essere organizzate in maniera molto polarizzata: buono/cattivo, idealizzato/persecutorio, amore/rabbia.
Nel corso dello sviluppo, l'integrazione permette invece una rappresentazione più complessa e sfumata di sé e dell'altro.
DALLA SCISSIONE ALL'INTEGRAZIONE
LA SCISSIONE
Esperienze affettive opposte possono rimanere separate e fortemente polarizzate.
BUONO ↔ CATTIVO
AMORE ↔ RABBIA
IDEALIZZAZIONE ↔ PERSECUZIONE
L'INTEGRAZIONE
L'esperienza diventa progressivamente più complessa e permette di riconoscere nello stesso rapporto sentimenti diversi e talvolta contraddittori.
COMPLESSITÀ
SFUMATURE
INTEGRAZIONE
DALLA PSICODINAMICA ALLA NEUROBIOLOGIA
Il lavoro di Kernberg del 2021, richiamato nel materiale studiato, propone di mettere in dialogo la teoria psicoanalitica delle relazioni oggettuali con gli sviluppi della neurobiologia.
Questo passaggio è particolarmente interessante perché consente di considerare la vita psichica non come qualcosa di separato dal corpo, ma come un processo nel quale esperienza, memoria, affetti e relazione si influenzano reciprocamente.
elaborazione della rilevanza emotiva
memoria e contesto
regolazione e integrazione
processi emotivi e relazionali
esperienza corporea ed emotiva
Questa rappresentazione è una mappa didattica generale e non significa che un singolo affetto o comportamento possa essere localizzato in una sola area cerebrale.
BOTTOM-UP E TOP-DOWN
Un modo utile per rappresentare il dialogo tra esperienza emotiva e regolazione è quello di distinguere, in termini didattici, due direzioni di elaborazione.
BOTTOM-UP
ESPERIENZA CORPOREA → EMOZIONE → PERCEZIONE → REAZIONE
TOP-DOWN
PERCEZIONE → RIFLESSIONE → REGOLAZIONE → INTEGRAZIONE
La persona vive quindi un continuo dialogo tra ciò che sente e ciò che riesce a riconoscere, comprendere e integrare.
E QUI COMINCIA LA MIA RIFLESSIONE PSICOCHIROLOGICA
A questo punto non intendo fare un'operazione impropria: la mano non è il cervello e una linea palmare non può essere utilizzata per diagnosticare l'attività dell'amigdala, dell'ippocampo o della corteccia prefrontale.
Il passaggio che propongo è diverso. È un passaggio narrativo ed esperienziale.
LA MANO COME RACCONTO
Nel mio lavoro di Psicochirologo, il segno della mano non deve diventare una sentenza. Non deve dire alla persona: «Tu sei questo».
Può invece diventare una domanda:
È qui che la lettura può trasformarsi in un incontro. Il segno diventa percezione. La percezione può evocare un ricordo. Il ricordo può riportare a una relazione. La relazione può riaprire un racconto.
E il racconto può permettere alla persona di osservare la propria esperienza con uno sguardo nuovo.
IL VIAGGIO NELLA MANO
Una mano. Una storia. Una domanda. Un viaggio da fare insieme.
Questa riflessione entra direttamente nel nuovo progetto IL VIAGGIO NELLA MANO.
La persona non viene invitata semplicemente a conoscere la propria mano. Viene invitata a raccontarsi attraverso ciò che riconosce nella propria esperienza.
MANO
SEGNO
DOMANDA
RACCONTO
CONSAPEVOLEZZA
POSSIBILITÀ
«La mano non legge il cervello.
La mano apre un racconto.»
Dott. Enrico Pallocca
UNA PRECISAZIONE IMPORTANTE
Questo articolo propone un dialogo culturale e formativo tra alcuni concetti della teoria delle relazioni oggettuali, della neurobiologia affettiva e della mia ricerca in Psicochirologia.
La lettura della mano qui proposta non è uno strumento diagnostico neuropsicologico o psichiatrico e non sostituisce una valutazione clinica, una psicoterapia o un trattamento sanitario.
Il segno della mano viene utilizzato come punto di partenza narrativo ed esperienziale: ciò che conta non è attribuire al segno una verità assoluta, ma osservare ciò che la persona riconosce, ricorda, racconta e comprende di sé.
DAL SEGNO ALLA STORIA
Lo studio di Kernberg mi porta quindi a una conclusione che sento particolarmente vicina alla mia ricerca.
Dietro ogni relazione esiste un'esperienza affettiva. Dietro ogni esperienza affettiva può esistere una memoria. Dietro una memoria può esserci una storia. E dietro una storia esiste una persona.
È quella persona che desidero incontrare. Non per dirle chi è, ma per accompagnarla nell'esplorazione di ciò che riconosce nella propria storia.
Dott. Enrico Pallocca
PSICOCHIROLOGO
Psicochirologia · Il Viaggio nella Mano
Una mano. Una storia. Una domanda. Un viaggio da fare insieme.

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